sabato 28 marzo 2009

InformaLions finalmente online

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InformaLions 05 aprile 2009

InformaLions 04 marzo 2009

InformaLions 03 febbraio 2009

InformaLions 02 gennaio 2009

InformaLions 01 dicembre 2008

Numero Zero novembre2009


martedì 17 marzo 2009

Il Testamento Biologico

Il Testamento Biologico, tema palpitante che sta impegnando con drammatico coinvolgimento le nostre coscienze, è stato il tema dell’incontro-dibattito tenutosi sabato 14 marzo presso la sala conferenze della Villa d’Este di Tivoli.
Il convegno, organizzato dai clubs appartenenti alla zona “C” della V Circoscrizione (Tivoli Host, Palestrina "Ager Praenestinus", Tivoli d’Este, Roma "Parco Nomentum" e Guidonia Montecelio) coordinati dal Delegato di Zona dott.ssa Leda Puppa, ha avuto il merito di fare incontrare tanti illustri ospiti, diversi per professione e convincimenti, per approfondire le implicazioni etiche, mediche e giuridiche della complessa materia, prossima ad essere disciplinata da una legge dello Stato, in assenza della quale il vuoto potrebbe essere colmato solo con sentenze della magistratura.

Hanno portato il loro contributo il Dott. Raffaele D’Ambrosio, medico ginecologo e consigliere della Regione Lazio; il Prof. Paolo De Luca docente di Medicina Legale presso La Sapienza; il Dott. Bruno Ferraro Presidente del Tribunale di Tivoli e già Governatore del nostro Distretto; il Prof. Raffaele Juso giurista e professore di diritto amministrativo; l’ On. Bruno Prestagiovanni, Vice Presidente della Regione Lazio; il Prof. Mario Manganaro, responsabile distrettuale del Tema. Presente anche la Chiesa Cattolica con S.E. Mons. Elio Sgreccia, Presidente Emerito della “Pontificia Accademia per la Vita”; presenti anche i Protestanti italiani con il pastore Valdese prof. Ermanno Genre.
Da Testamento Biologico
Il dott. Marcello Doddi, presidente della V Circoscrizione, ha dato avvio ai lavori, ricordando come l’obiettivo degli incontri promossi dai Lions non sia quello di ricercare ed indicare soluzioni, ma al contrario di stimolare il confronto ed il dialogo a più voci, affinché ognuno possa trovare gli elementi utili per formarsi una propria opinione.

Vite più lunghe; malattie più lunghe; vecchiaia più lunga. I progressi della medicina e della scienza hanno spezzato l’equilibrio tra natura e vita ponendoci di fronte al dilemma su quanto tali conquiste prolunghino la vita e quanto procrastinino la morte. Da qui la necessità di avere norme capaci di disciplinare la materia, fissando condivisi limiti alla discrezionalità, nel rispetto del sentire e delle convinzioni morali degli individui. “Cominciamo con il dire – afferma il dott. D’Ambrosio – che è improprio usare il termine Testamento quasi stessimo parlando di un lascito materiale, mentre è assai più appropriata la definizione di Disposizioni anticipate di Trattamento , cioè la preventiva indicazione, da parte del soggetto, che in pienezza di poteri e facoltà fissa le proprie decisioni da attuare nel momento in cui non sarà più in grado di esprimere la sua volontà. In tempi in cui tutto sembra possibile - aggiunge ancora D’Ambrosio - una legge ci vuole Il punto è capire come essa riuscirà a calarsi nella complessa realtà senza mortificare volontà e coscienze”.


Non in sintonia con tale percorso è il prof. Juso, giurista, il quale afferma che “la politica deve restarne fuori per evitare tempi lunghi e decisioni condizionate dalla logica degli schieramenti, in quanto sarà difficile poter votare secondo quanto la propria coscienza detta”.


Il Pastore Valdese prof. Genre è invece convinto che una norma serva, ma che “essendo l’Italia un Paese multietnico e multiculturale, per avere una buona legge è necessario un dibattito trasversale alle differenti componenti della società per beneficiare del contributo di tutte le categorie di pensiero, comprese le diverse confessioni religiose, affinché ognuno possa formarsi un proprio convincimento sul problema del fine vita”. Uno dei temi che genera profonda divisione tra addetti ai lavori e non è la definizione di accanimento terapeutico, cioè fin dove è lecito e logico spingersi nella somministrazione delle terapie.

Il pensiero di S.E. Mons. Sgreccia sull’argomento è che “bisogna innanzitutto capire quali siano le terapie che si possono rifiutare senza ledere il diritto alla vita. A tal fine le terapie possono essere classificaie come proporzionate o sproporzionate, in funzione dei risultati cui pervengono, o come ordinarie o straordinarie a seconda che generino o meno eccessi, rischi, o che siano o meno angoscianti e sopportabili dal paziente”. Ma qual’é allora la regola da seguire? “Una terapia ordinaria e proporzionata – continua S.E. Sgreccia - è obbligante per il medico, come moralmente lo è per il paziente; la straordinarietà, al contrario, non è sinonimo di obbligatorietà, il tutto è da valutarsi in un incastro di combinazioni tra le definizioni sopra indicate, senza però mai prevaricare la volontà del paziente ed il suo diritto alla via; le cure del corpo invece, come l’alimentazione e l’idratazione, devono sempre essere assicurate, ancorché praticate dal medico”. A proposito poi del ruolo del Parlamento nel legiferare sull’insieme della materia, S.E. ricorda che “venti anni fa si parlava di Bioetica (discussione accademica fra scienziati e addetti ai lavori); si è passati poi a discutere di Biodiritto (per la necessità di darsi regole e porsi limiti); ora si è arrivati alla Biopolitica (con il Governo ed il Parlamento che fanno propria l’intera materia per regolamentarla con una legge valida per tutti i cittadini); nulla da eccepire sull’intervento della politica – conclude S.E. Sgreccia - se l’obiettivo non è quello di governare la vita stabilendo chi ne ha diritto e chi no, ma piuttosto quello di difendere il Bene Comune, cioè quello che è bene per la totalità dei cittadini e non di una sola parte di essi”.

Le conclusioni dell’interessante dibattito sono state tratte dal
dott. Bruno Ferraro nella veste non già di Presidente del Tribunale di Tivoli, come da lui stesso precisato, ma di Lions.
Da Testamento Biologico

“Possiamo affrontare la materia da un punto di vista etico e religioso? – si interroga Ferraro – No, perché i fatti ci dicono che su questi temi è assai difficile trovare un incontro; possiamo fare ricorso alla scienza medica? No, perché abbiamo visto quanta differenza c’è nella concezione della vita; ed allora non resta che l’approccio di carattere costituzionale, il solo che può ricondurre tutti, o quasi, ad una lettura più uniforme del problema nel rispetto della Costituzione e nella certezza del Diritto. L’art. 32 della Costituzione Italiana afferma che Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizioni di legge; da qui sono partiti quanti hanno sposato la tesi dell’autodeterminazione senza limiti. E’ esatta questa visione particolare del dettato costituzionale – si interroga Ferraro – senza considerare che la stessa Costituzione pone al centro il Diritto fondamentale alla vita? Possiamo allora noi considerare che la vita è vita solo se ha, oppure no, alcune caratteristiche?”
Da Testamento Biologico
Vogliamo chiudere con questo pesante ed angosciante dilemma posto dal dott. Ferraro, lasciando alla coscienza di ognuno di noi il non facile compito di trovare una risposta.
Vincenzo Pauselli

mercoledì 11 marzo 2009

L'ambiente e la ricerca di energie alternative


La ricerca di una sostenibilità ambientale in tutti i processi che intervengono nelle attività dell’uomo, a livello individuale o collettivo, impone oggi un ripensamento collettivo sotto diversi aspetti: sociale, giuridico, politico, economico. Contribuire a evitare o limitare le emergenze ambientali che caratterizzano il nostro tempo è possibile. Un approccio corretto è certamente la cultura della responsabilità, che tende a coordinare in modo multidisciplinare la grandi conquiste della ricerca, ormai iperspecializzata, con l’obiettivo di definire nuovi modelli di sviluppo e di salvaguardare l’integrità del pianeta a beneficio delle generazioni future. Si impongono scelte a livello politico, tecnico-produttivo, istituzionale, educativo e di formazione: ma anche morale ed etico.

Un consumo responsabile delle materie prime, l’utilizzo di materiali di recupero, la produzione di energia sostenibile, la riduzione delle contaminazioni e delle tossicità diffuse risultano essere la prima fase di questo percorso, funzionale alla definizione di un ecodesign complessivo.

Il tema nazionale per l'anno lionistico 2008-2009, approvato nel Congresso Multidistrettuale di Caorle, è stato trattato in Interclub dalla Zona C della V Circoscrizione sabato 7 marzo, nella cornice dell'Aeroporto Militare di Guidonia.

Vittorio Lamanna ci ha lasciati


Ancora un grave lutto per il nostro Club

Nella notte tra il 17 e il 18 febbraio Vittorio Lamanna è deceduto dopo due soli giorni di malattia.
Fino ad allora lo incontravamo per le vie del centro, in piena salute, col suo portamento eretto e la naturale eleganza che lo contraddistingueva. Ci salutava con affetto ed amicizia. Nulla nel suo aspetto tradiva le 78 primavere: capelli ancora scuri, fisico e spirito integri, energia da vendere.
E’ stato Presidente del Tivoli Host nell’anno 2005 – 2006, e fu obbligato a sacrificare i propositi di svolgimento dei Temi e Services per doversi occupare, suo malgrado, della spinosa situazione venutasi a creare per colpa di individui il cui comportamento poco aveva a che fare con l’etica lionistica e con lo spirito di amicizia che caratterizzano la nostra Associazione.
Ha sofferto (e non poco) per la mancanza di chiarezza e l’indecisione di quelli che sarebbero dovuti intervenire con tempestività e decisione per porre fine ad una situazione kafkiana, finendo col convincersi che talvolta, dietro le belle parole della nostra Etica, operassero personaggi mossi da miserevoli personalismi, incuranti dei danni morali e di immagine procurati e, soprattutto, delle sofferenze umane (quelle sì reali!) di persone per bene che nulla avevano a spartire con la smania di potere e protagonismo che muovevano la loro azione.
Vittorio possedeva una morale granitica che non gli consentiva di sopportare che l’ingiustizia potesse avere la meglio, nemmeno per poco tempo. Era un integralista e, non senza dolore, al termine del suo mandato di Presidente, rassegnò le dimissioni, con dispiacere enorme di Iole, sua moglie, e dell'intero Tivoli Host.
Nonostante tutto questo conservò affetto vero per il nostro Club e per ciascuno dei suoi membri.
A tempo debito non tutti compresero le motivazioni dell’abbandono. Oggi tutti possono comprenderle meglio e riconoscere a Vittorio lungimiranza e coerenza.
Grazie, Vittorio, perché sei stato uomo eccellente, professionista prestigioso e amico sincero. Grazie perché hai condotto il nostro Club in maniera efficace. Grazie per la lezione morale che ci hai offerto e che noi tutti continueremo a divulgare all’intero mondo lionistico. Grazie per essere stato un grande Lions.
Il Tivoli Host si stringe a Iole in un abbraccio affettuoso e non potrà mai dimenticarti.
Renato Recchia

domenica 18 gennaio 2009

La crisi economica vista dal Prof. Luigi Spaventa


Le restaurate Scuderie Estensi di Tivoli hanno fatto da sfondo alla conferenza-dibattito che il Prof. Luigi Spaventa ha tenuto, sabato 10 gennaio, sul tema di grande attualità e che tanta preoccupazione crea in tutti noi: “Crisi finanziaria – recessione o depressione? Come sarà il mondo?” L’evento, organizzato in interclub dal Tivoli Host e dal Lions Club Palestrina "Ager Praenestinus", ha riscosso un grande successo di partecipazione, sia di soci Lions che di pubblico interessato. I due Presidenti, Giorgio Strafonda per il Tivoli Host ed Enrico Cervone per il club di Palestrina, hanno fatto gli onori di casa sottolineando il valore dell’illustre conferenziere, professore alla Sapienza di Roma, deputato per due legislature e Ministro del Bilancio nel Governo Ciampi; autore di numerose pubblicazioni di economia, è stato chiamato a presiedere importanti organizzazioni di interesse mondiale. Hanno portato il loro contributo al dibattito il Sindaco di Tivoli dr. Giuseppe Baisi, il Direttore Generale della Consob dr. Antonio Rosati ed il Presidente della Quinta Circoscrizione Marcello Doddi, il quale ha illustrato all’affollata platea l’attività che l’associazione lionistica svolge tanto nel campo della solidarietà che in quello dell’impegno sociale e civile.



L’anno appena concluso è stato caratterizzato da un susseguirsi di colpi di scena degni dei migliori thriller: paure, ansie e speranze si sono rincorse. La fase più acuta della crisi finanziaria sembra passata, restano però da misurare le conseguenze che essa ha prodotto sull’economia reale. Il prof. Spaventa, tiburtino di adozione, ha centrato il suo intervento cercando di rispondere a due fondamentali quesiti: come mai un fenomeno nato da una modesta scintilla locale abbia finito per sconvolgere il mondo; quali saranno gli effetti che il sistema economico mondiale dovrà sopportare. “Il momento economico attuale – spiega il prof. Spaventa – non va letto come un fisiologico rallentamento delle economie dopo una fase di crescita, quanto piuttosto come uno stato di grande sofferenza a seguito di rotture molto drastiche degli equilibri che, a crisi superata, porteranno ad un sistema finanziario diverso”. “Tutto è cominciato – prosegue ancora il prof. Spaventa – allorché le banche hanno dato il via alla cartolarizzazione dei crediti derivanti dai mutui fondiari, concessi per lo più senza adeguate garanzie, trasformandoli in Titoli Obbligazionari venduti a piene mani ad altre banche in tutto il mondo ed a milioni di risparmiatori, procurandosi in tal modo soldi freschi da reinvestire e continuare ad allungare la catena”. Il mostro è cresciuto a dismisura tanto che le stesse autorità di controllo non sono riuscite a valutarne il rischio reale. Quando il mercato immobiliare americano ha rallentato la corsa ed il prezzo delle abitazioni ha cominciato a scendere, la valorizzazione della massa dei Titoli giacenti nelle casse delle banche e nei portafogli dei risparmiatori è crollata, mandando in fumo una quantità enormi di denaro che ha generato crisi di liquidità agli Istituti di credito ed a diffuso panico tra chi vedeva andare in fumo i risparmi, spesso, di una vita.




Alla seconda domanda su quale futuro dobbiamo attenderci, il prof. Spaventa ha risposto prefigurando due possibili scenari: quello ottimista che prevede un periodo di recessione in graduale esaurimento verso la fine del 2009, dopo di che il sistema economico dovrebbe essere in grado di reagire e riprendere a progredire; quello pessimista, nel caso in cui dovessero cadere in depressione anche le economie asiatiche, quella cinese in particolare, allora dovremo munirci di molti e pesanti cappotti perché l’inverno da affrontare sarà molto lungo.

Vincenzo Pauselli

giovedì 15 gennaio 2009

Cleoto Silvani, in memoriam

ADDIO, GRANDE VECCHIO

V’aspetto n‘cielu, loco è sempre giorno,
in sogno me l’au dittu mamma e tata,
ma se ‘nn è veru, allora m’aretorno!
(Tito Silvani)


Giovedì 8 gennaio 2009 Cleoto Silvani, con la serenità di chi ha saputo meritare una vita così lunga, ha salutato questo mondo per ricongiungersi all’amata consorte Amina, che lo aveva preceduto nel cammino eterno nell’estate scorsa. Un giovanotto di 96 anni.


Quando gli chiedevo come si sentiva, mi rispondeva: “Bene! E che vuoi, non ho nemmeno cento anni!”. Sapevo che era veramente così e sapevo cosa lo mantenesse giovane: chi ama la purezza dell’arte e ad essa sa affidare gioie, dolori, preoccupazioni e soddisfazioni, preserva il suo spirito dalla vecchiaia. E dalla morte.
“Quando ti senti stanco, dispiaciuto, avvilito, mettiti al pianoforte e suona. Ti passerà tutto!”
Com’è vero, mio caro Maestro, ma come sarà difficile adesso, senza il tuo consiglio affettuoso, da padre.
Cleoto nacque nel 1912 dal poeta dialettale Tito, titolare del primo cinema di Tivoli (il mitico “Cinema Silvani”) e iniziò la carriera musicale come accompagnatore di film muti, suonando il violino mentre la sorella Eola si esibiva al pianoforte. Iscritto al Conservatorio Musicale di Santa Cecilia, conseguì il diploma di pianoforte e successivamente il perfezionamento con il grande Alfredo Casella. Non contento proseguì con lo studio dell’organo sotto la guida del leggendario Fernando Germani. Come dire: ha studiato pittura con Caravaggio e scultura con Michelangelo! Con Maestri di tale storica portata, ricoprì il ruolo di insegnante di Musica presso il Convitto Nazionale Amedeo di Savoia e divenne il protagonista della vita musicale tiburtina: la sua scuola pianistica ha educato al gusto della musica almeno tre generazioni.
A fianco dell’amico Aquilino Rivelli (anch’egli grande Lions) è stato copromotore di innumerevoli iniziative nel campo dell’arte: il Premio per la Poesia, il Concorso Pianistico, le recensioni di quasi tutti gli avvenimenti musicali tiburtini degli ultimi 50 anni ed è stato uno dei Fondatori del nostro Club e Melvin Jones Fellow. Eppure, modesto come era, non dava a vedere quasi nulla dell’importanza di quanto produceva.
A causa di qualche guaio cardiaco mal sopportava l’emozione violenta dell’esibizione in pubblico e preferiva che fossimo noi, suoi allievi, a farlo in sua vece; e nel nostro suonare emergeva il suo insegnamento, il suo profondo amore per la musica.
L’essere suo allievo è una delle maggiori gioie della mia vita.
Un benedetto giorno del 1973 mio padre, stanco delle lunghe insistenze (lunghe negli anni ’70 significava “anni”), finalmente sentenziò: “Domani ti porto da Silvani”. Avevo 15 anni e da quel giorno la mia frequentazione con Cleoto è stata costante e feconda. Dopo la morte di mio padre, Cleoto e Amina mi hanno accompagnato in tutta la vita: la laurea, il matrimonio, la nascita dei miei figli, fino al mio ingresso nell'universo Lionistico. Era il 1999 e Cleoto aveva “soltanto” 87 anni!
La sua ultima partecipazione ad una conviviale è stata il 16 novembre dello scorso anno, quando ha voluto contribuire alla mia presidenza partecipando ad una serata di in onore del padre Tito e offrendo i volumi delle sue poesie dialettali per contribuire alla realizzazione del service.
La morte di Amina, pochi mesi fa, è stata per lui un duro colpo.
Per la prima volta andandolo a trovare trovavo il suo pianoforte chiuso. “Cleoto, devi suonare!” “No, non me la sento, non ci vedo bene, suona tu… e torna presto, sennò il pianoforte piange!”. E così le mie visite non erano più mediche, ma erano migliori di qualsiasi medicina: lui stava bene e io mi sentivo più sollevato.
Cleoto, io mi ero convinto che tu fossi praticamente immortale e ti confesso che proprio non ero preparato a perderti. Ci eravamo visti sabato e stavi bene (“E che vuoi, non ho nemmeno cento anni!”), poi lunedì sera la febbre e mercoledì il crollo…
A me, quindicenne, citavi spesso quel passo de il “Mercante di Venezia”, dove Shakespeare faceva dire a Lorenzo:

“L'uomo che non ha musica nell'animo
né si commuove alle dolci armonie,
è nato ai tradimenti, alle rapine,
al malaffare, ha foschi e tenebrosi
come la notte i moti dello spirito
e più neri dell'Erebo gli affetti.
Mai fidarsi di uomini siffatti.”

Comprendevo bene il significato di quanto mi dicevi, ma soprattutto lo ritrovavo in quello che mi insegnavi della musica e della vita.
Caro Maestro, mi mancherai. Tutti i tuoi allievi ti amano e ti piangono come veri figli.
Ti ricorderemo nella musica.
Renato

lunedì 15 dicembre 2008

Il Lions Club Tivoli Host restaura una campana del Duomo

Da Lions Club Tivoli Host
Il restauro della fontana monumentale di San Silvestro, l’illuminazione della strada che porta al Villaggio Don Bosco, il restauro dell’Edicola di San Marco, sono solo alcuni degli interventi effettuati dal Lions Club Tivoli Host nell’ambito del Service permanente “Ama la tua Città”, il cui fine è appunto quello di contribuire al restauro del patrimonio artistico e culturale di Tivoli. L’attenzione del Club si è concentrata, quest’anno, sul Duomo della città, e più precisamente sul progetto per ridare la voce ad una delle sue campane che resta muta da oltre venti anni.

Da Lions Club Tivoli Host

Si tratta della campana della Sagrestia i cui rintocchi, dentro e fuori la chiesa, annunciano l’uscita del sacerdote e l’inizio della funzione. Questa campana, che risiede fin dal 1657 all’interno di un campanile a vela, ha smesso di funzionare allorché, nel corso dei lavori di sistemazione del tetto, venne chiuso il grande foro attraverso il quale una lunga e pesante corda scendeva fino a terra dove, tirata da robuste braccia si annunciava ai fedeli. La storia delle campane della Cattedrale di San Silvestro (il Duomo viene chiamato anche Cattedrale in quanto è la Cattedra del Vescovo) è legata alle vicende storiche della nostra città. La Cattedrale deve la sua forma attuale al Cardinale Giulio Roma, nominato Vescovo di Tivoli nel 1634, che fece radere al suolo la vecchia Basilica e ne fece costruire un’altra completamente nuova spendendo 50.000 scudi; ciò che rimane della chiesa originaria è il campanile alto 45 metri in stile romanico. Quattro erano le campane situate all’ultimo piano della torre campanaria: la più piccola era chiamata “Campana del Salvatore”, perché era stata realizzata dalla omonima confraternita nel 1607; la “Forestiera”prodotta alla fine del trecento dal maestro Cicco, era così detta in quanto scampanellava soltanto in occasione della morte di un forestiero. La più grande fu rifusa nel 1715 grazie al finanziamento del Capitolo e dei Canonici del Duomo; la campana mezzana infine, era stata fusa nel 1388 per celebrare la vittoria dei tiburtini contro l’esercito francese. Il Club Tivoli Host, raccogliendo il pensiero di Don Fabrizio Fantini Parroco della Cattedrale, si è attivato per ridare voce a questa antica e storica campana. Un progetto specifico è stato redatto e dovrà essere realizzato in breve tempo approfittando dei lavori di restauro della Sagrestia. L’intervento da eseguire consiste nella messa in sicurezza della struttura muraria e nella realizzazione della elettrificazione della campana dotandola di motore, ruota, telebatterie ed impianto elettrico, per una spesa prevista di circa 8.000 Euro. Il Club organizzerà iniziative tese a promuovere la raccolta dei fondi necessari per la esecuzione dei lavori; la prima di tali iniziative è il concerto del coro polifonico “Città di Tivoli” diretto dal Maestro Alessio Salvati, che si terrà domenica 21 dicembre alle ore 18,00 presso la Cattedrale di San Lorenzo. L’idea di voler restaurare questa campana merita di essere premiata con un grande concorso di pubblico; quanti vorranno intervenire avranno l’opportunità di ascoltare dell’ottima musica e soprattutto di contribuire concretamente al recupero di un importante pezzo di storia della nostra città.

Vincenzo Pauselli


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